Nel XX secolo - Provincia di Genova dei Frati Minori Cappuccini

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Nel XX secolo

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In occasione della mostra "Un secolo ... di Cappuccini", allestita presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova nella primavera 2015 è stata presentata una brochure che raccoglie le biografie di 18 frati del secolo scorso che si sono distinti per vari meriti nella storia dell'Ordine della nostra Provincia e non solo...





scarica "Un secolo ... di Cappuccini"





"Ringrazio da subito l’ufficio dei Beni Culturali dei Cappuccini per aver promosso e dato concretezza a un’idea che da tempo era nell’aria. Non è stato facile scegliere tra i molti confratelli che nel ‘900 sono emersi in diversi settori di attività e studio. Per superare la difficoltà è stato proposto un sondaggio tra i frati, ma ho l’impressione che sia successo come nella famosa Statistica di Trilussa.
In questa presentazione vorrei solo sottolineare due aspetti del contesto in cui sono vissuti: la formazione ricevuta e la sfida di riorganizzare la vita francescana dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1866.
La proposta riguarda la conoscenza di frati che hanno ricevuto la loro formazione da maestri che avevano vissuto secondo le Costituzioni dell’Ordine dei Cappuccini precedenti al 1925, non si tratta di un semplice dato storico. Infatti subito dopo la promulgazione del primo codice di diritto canonico nel 1917, anche agli Ordini Mendicanti, cioè quelli nati prima del Concilio di Trento, fu richiesto di adeguare la loro legislazione per renderla coerente e compatibile alle norme generali della Chiesa. I Cappuccini intrapresero un delicato processo di completa risistemazione della propria legislazione che fu approvata nel Capitolo Generale del 1925. Un esempio significativo fu l’adattamento delle normativa specifica dei Cappuccini al principio dua sunt genera christianorum che portò alla clericalizzazione dell’Ordine. In parole più concrete significava che i frati laici, nelle cui fila si annovera la maggior parte dei nostri santi e beati, non potevano più assumere uffici di superiore o di vicario locale né tantomeno provinciale o generale. Prima del ‘17 numerosi laici anche nella Provincia di Genova avevano svolto questo ufficio, san Francesco stesso e alcuni dei primi ministri generali dei Frati Minori lo erano. (e.g. n. 138 Cost. 1925 che introduce per la prima volta l’esclusione dei fratelli laici dalla voce attiva e passiva).
Con il 1925 vennero dunque introdotti i seminari minori e si riorganizzò la formazione orientandola soprattutto secondo le esigenze degli aspetti intellettuali e accademici. Questi frati invece o entrarono nell’Ordine prima del 1925 oppure furono formati ricevendo la forma di vita francescana da frati secondo l’antica legislazione.
Questo aspetto piuttosto ecclesiale va collegato anche al contesto politico e culturale che questi confratelli hanno respirato. Le cronache della Provincia raccontano l’impegno e la sfida di riorganizzare la vita francescana dopo i danni delle soppressioni delle leggi cosiddette "eversive" del 1866/7 che nonostante l’intento non riuscirono a cancellare dal nostro paese gli ordini religiosi ma che anzi reagirono (cf. Mt 5,11-12) recuperando i conventi e rifondando le comunità riunendo i molti frati dispersi.
Siamo così di fronte a questi frati, per molti di noi sono anche amici e maestri, che vissero in un tempo pericoloso e affascinante tra persecuzioni anticlericali e rilancio della vita francescana in Liguria, tra guerre e impegno missionario."

fr. Giampiero Gambaro, OFMCap
Ministro provinciale




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